
È in arrivo il Voucher Cloud e Cybersecurity MIMIT e Vivacloud è tra i fornitori abilitati.
Con il decreto direttoriale del 4 agosto 2026, pubblicato dal MIMIT il 7 agosto, sono state definite le date e le modalità per la compilazione e la presentazione delle domande da parte di PMI e lavoratori autonomi.
Si tratta di un incentivo destinato a PMI e lavoratori autonomi che vogliono adottare servizi cloud e strumenti di sicurezza informatica nuovi, aggiuntivi o più avanzati rispetto a quelli già utilizzati.
La misura mette a disposizione 150 milioni di euro e prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 20.000 euro per beneficiario.
Il bando Cloud e Cybersecurity MIMIT nasce per sostenere progetti di transizione digitale basati su infrastrutture cloud, servizi IaaS e PaaS, software SaaS, sistemi di backup, soluzioni di cybersecurity e attività tecniche direttamente collegate alla loro implementazione.
Per accedere all’agevolazione, il piano di investimento deve avere un valore minimo di 4.000 euro.
Inoltre, i servizi e i prodotti devono essere forniti da soggetti presenti nell’elenco formato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e devono risultare effettivamente migliorativi rispetto alle tecnologie già in uso.
Vediamo i dettagli che sono stati resi noti dal MIMIT.
La procedura si svolgerà in due fasi: dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026 sarà possibile iniziare la compilazione della domanda, mentre l’invio formale sarà aperto dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027.
Il quadro attualmente disponibile può essere riassunto in questi punti:
- Beneficiari: PMI e lavoratori autonomi operanti in Italia;
- Dotazione complessiva: 150 milioni di euro;
- Contributo: fino al 50% delle spese ammissibili;
- Importo massimo: 20.000 euro per beneficiario;
- Investimento minimo: 4.000 euro;
- Connettività richiesta: contratto con velocità minima in download di 30 Mbps al momento della domanda;
- Fornitore: deve essere presente nell’elenco MIMIT con lo specifico servizio o prodotto agevolabile;
- Stato dello sportello: non ancora aperto ad agosto 2026. Pre-compilazione delle domande dal 20 ottobre 2026.
Che cos’è il Voucher Cloud e Cybersecurity MIMIT?
Il Voucher Cloud & Cybersecurity è una misura disciplinata dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025. Il suo obiettivo è sostenere la domanda di prodotti e servizi digitali da parte di piccole e medie imprese e lavoratori autonomi, favorendo l’adozione di tecnologie cloud e di sicurezza informatica più evolute.
Le soluzioni acquistate devono essere:
- Nuove rispetto a quelle già disponibili nell’organizzazione;
- Aggiuntive, perché introducono funzionalità non ancora presenti;
- Più avanzate o più sicure rispetto ai prodotti e ai servizi già utilizzati.
Questo requisito è decisivo. Non sono ammesse spese per prodotti o servizi con prestazioni analoghe a quelli già in uso. Per questo, prima di scegliere la soluzione da inserire nel piano, è necessario analizzare l’infrastruttura esistente e descrivere con precisione il miglioramento che si intende ottenere.
Con il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 sono state definite anche le modalità operative per accedere all’incentivo. La domanda dovrà essere presentata attraverso la procedura informatica predisposta per la misura e ciascun soggetto proponente potrà presentare una sola domanda di agevolazione.
Chi può richiedere il Voucher Cloud e Cybersecurity
Possono beneficiare dell’incentivo le PMI e i lavoratori autonomi operanti sull’intero territorio nazionale.
Nota importante: Al momento della presentazione della domanda, il richiedente deve disporre di un contratto per servizi di connettività con una velocità minima in download pari a 30 Mbps.
La dotazione complessiva è di 150 milioni di euro.
Una quota di 71 milioni è destinata ai soggetti residenti o localizzati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Le indicazioni operative definitive sui beneficiari, sulla documentazione richiesta e sulle modalità di compilazione saranno contenute nel provvedimento che aprirà lo sportello. Fino alla pubblicazione di quel decreto, non sappiamo quali saranno le procedure definitive per la richiesta della sovvenzione.
Valore del finanziamento del Voucher Cybersecurity per PMI e autonomi
Al momento queste sono le condizioni economiche del Voucher, cui Il contributo è concesso nel regime europeo de minimis e può coprire fino al 50% delle spese ammissibili. L’importo massimo ottenibile è pari a 20.000 euro, mentre il piano deve avere un valore minimo di 4.000 euro.
Ecco alcuni esempi di calcolo:
- Spesa ammissibile di 20.000 euro: contributo teorico fino a 10.000 euro;
- Spesa ammissibile di 40.000 euro: contributo teorico fino al tetto massimo di 20.000 euro;
- Spesa superiore a 40.000 euro: il contributo resta comunque limitato a 20.000 euro.
L’agevolazione può essere erogata in un’unica soluzione dopo il completamento del piano oppure in non più di due quote. La prima può essere richiesta dopo aver sostenuto almeno il 50% del piano di spesa; la seconda viene erogata al termine del progetto.
Quali sono i piani di spesa ammissibili per il Voucher MIMIT?
Il piano può comprendere hardware e software di cybersecurity, servizi cloud IaaS, PaaS e SaaS, oltre alle attività tecniche necessarie per configurare, monitorare e gestire le soluzioni. L’elenco ministeriale è organizzato in cinque categorie principali.
1. Hardware per la cybersecurity
Tra le soluzioni hardware indicate dal MIMIT rientrano firewall, firewall di nuova generazione o NGFW, router e switch, oltre ai dispositivi IPS per la prevenzione delle intrusioni.
Non è invece sufficiente acquistare hardware informatico generico. Per esempio, un nuovo server dotato di virtualizzazione e sistema operativo aggiornato non rientra automaticamente tra le soluzioni hardware di cybersecurity agevolabili.
2. Software per la sicurezza informatica
Il contributo può riguardare software progettati per proteggere reti, sistemi e dati, tra cui:
- Antivirus e antimalware;
- Software di monitoraggio delle reti;
- Soluzioni di crittografia dei dati;
- Sistemi SIEM per la raccolta e l’analisi degli eventi di sicurezza;
- Software per la gestione delle vulnerabilità.
Questi strumenti possono diventare parte di una strategia più ampia di Cyber Security, insieme a procedure, monitoraggio e responsabilità operative chiaramente definite.
3. Servizi cloud IaaS e PaaS
Tra le principali spese ammissibili rientrano i servizi cloud IaaS e i servizi di piattaforma PaaS. La categoria comprende, a titolo esemplificativo, virtual machine, storage, backup, database, servizi di rete, VPN e protezione DDoS.
Un’infrastruttura Public Cloud consente di utilizzare risorse di calcolo, memoria, spazio di archiviazione e networking senza dover acquistare e gestire internamente tutto l’hardware. Può essere valutata da aziende che devono migrare applicazioni, ampliare le risorse disponibili o rendere l’infrastruttura più flessibile.
L’ammissibilità non dipende però soltanto dalla definizione tecnica del servizio: il fornitore e la specifica soluzione devono essere inclusi nell’elenco MIMIT.
4. Software cloud in modalità SaaS
Il Voucher Cloud e Cybersecurity comprende anche numerose applicazioni erogate come Software as a Service. Tra gli esempi indicati dal Ministero, troviamo:
- Software di contabilità;
- Soluzioni per la gestione delle risorse umane;
- ERP e strumenti per la produttività e i workflow;
- Soluzioni di produttività integrate con funzionalità di intelligenza artificiale;
- CMS e piattaforme e-commerce;
- CRM e strumenti per la relazione con i clienti;
- Servizi di collaborazione e centralini virtuali UCC e PABX.
5. Configurazione, monitoraggio e supporto continuativo
Il piano può comprendere servizi professionali e operativi direttamente collegati all’implementazione e alla gestione delle tecnologie acquistate. Possono rientrare, per esempio, la configurazione degli ambienti, il monitoraggio e il supporto continuativo.
Queste attività sono ammissibili fino a un massimo del 30% del valore complessivo del piano e devono essere connesse a prodotti o servizi appartenenti alle altre categorie. Sono esclusi i corsi di formazione e la consulenza pura.
Spese non ammesse al contributo
Sulla base delle indicazioni attualmente disponibili, esistono alcuni casi esclusi dal contributo o con accesso limitato:
- Prodotti o servizi con prestazioni analoghe a quelli già utilizzati;
- Hardware informatico generico che non rientra nelle categorie di cybersecurity;
- Corsi di formazione e contenuti formativi;
- Consulenza pura non collegata a un’attività di implementazione;
- Software ERP e CRM installati on-premise, quando non rientrano nelle categorie ammesse;
- Servizi o prodotti non censiti nell’elenco MIMIT per il fornitore scelto.
Il principio da seguire è semplice:
il voucher finanzia un progetto tecnologico concreto e migliorativo, non una sostituzione equivalente o una consulenza priva di implementazione.
Come deve essere strutturato il piano di investimento?
I prodotti e i servizi possono essere acquisiti tramite acquisto diretto, sottoscrizione di un abbonamento oppure combinando le due modalità.
Al momento queste sono le informazioni che sono state rilasciate: quando il piano è realizzato esclusivamente attraverso acquisti diretti, deve avere una durata non superiore a 12 mesi dalla comunicazione del provvedimento di concessione. Negli altri casi, il progetto deve essere collegato ad abbonamenti di almeno 24 mesi. Se il contratto ha una durata superiore, sono ammissibili soltanto le spese riconducibili ai primi 24 mesi.
Per costruire un piano coerente conviene quindi avere piena contezza di queste voci:
- Costi di acquisto dei prodotti;
- Canoni e abbonamenti;
- Durata contrattuale;
- Costi di configurazione e implementazione;
- Servizi di monitoraggio e supporto;
- Componenti non agevolabili;
- Contributo teoricamente richiedibile.
Quando si può presentare la domanda per il Voucher Cloud e Cybersecurity?
La prima fase ha riguardato la registrazione dei fornitori. Il 29 luglio 2026 il MIMIT ha definito l’elenco dei soggetti abilitati e dei relativi prodotti e servizi.
Le date per richiedere il Voucher Cloud e Cybersecurity MIMIT sono state definite dal decreto direttoriale 4 agosto 2026.
La procedura sarà articolata in due momenti:
- Dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026 sarà possibile iniziare la compilazione della domanda;
- Dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 sarà possibile procedere con la presentazione formale;
- Il termine per l’invio è fissato alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027.
Come si presenta la domanda per il Voucher Cloud e Cybersecurity MIMIT?
La domanda dovrà essere redatta in italiano e trasmessa esclusivamente attraverso la procedura informatica che sarà resa disponibile dal Ministero.
L’accesso sarà consentito tramite SPID, Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’Identità Elettronica (CIE) e potrà essere effettuato dal rappresentante legale del soggetto richiedente oppure da un soggetto delegato.
Ogni soggetto proponente potrà presentare una sola domanda di agevolazione.
Quali informazioni bisogna indicare nella domanda?
Nella richiesta dovranno essere indicate, tra le altre, le seguenti informazioni:
- Dati anagrafici del richiedente e indirizzo PEC;
- Ubicazione dell’unità locale nella quale il piano di investimento produrrà prevalentemente i propri effetti;
- Possesso dei requisiti previsti dal bando, compresa la disponibilità di un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps;
- Situazione di partenza dell’impresa rispetto all’utilizzo di servizi e prodotti cloud e cybersecurity e miglioramento atteso;
- Prodotti e servizi scelti tra quelli presenti nell’elenco dei soggetti abilitati e relativa modalità di acquisizione, tramite acquisto diretto e/o abbonamento;
- Fornitori scelti, che devono essere ricompresi nell’elenco;
- Durata prevista del piano di spesa o dell’abbonamento;
- Importo delle spese ammissibili e contributo richiesto.
Quali documenti bisogna allegare alla domanda?
Alla domanda dovranno essere allegate le offerte relative ai servizi e ai prodotti che si intendono acquistare. Le offerte dovranno riportare i relativi codici identificativi e le singole voci di costo.
Potrà inoltre essere richiesta ulteriore documentazione attraverso l’area dedicata alla misura. Il MIMIT ha precisato che lo schema della domanda e della documentazione da presentare sarà pubblicato con congruo anticipo rispetto all’avvio della procedura.
Le domande saranno ammesse alla fase istruttoria in base all’ordine cronologico di presentazione. Qualora le risorse residue non consentano l’accoglimento integrale delle richieste, il Ministero potrà comunicare l’esaurimento delle risorse e la chiusura dello sportello. Per questo è meglio arrivare al 10 novembre con progetto, offerte e documentazione già preparati, fermo restando che ogni domanda dovrà rispettare tutti i requisiti previsti dalla misura.
È quindi consigliabile monitorare la pagina ufficiale del MIMIT o restare in contatto con noi.
Fornitori accreditati dal MIMIT
L’elenco dei fornitori abilitati al MIMIT è consultabile attraverso la piattaforma predisposta da Invitalia, accedendo con i sistemi di identificazione digitale come SPID o CIE.
Oltre alla presenza del fornitore che state considerando nell’elenco (Vivacloud è accreditata come FlameNetworks s.r.l.), bisogna anche verificare che lo specifico prodotto, servizio o pacchetto commerciale che intendete acquistare sia censito nell’elenco. Le agevolazioni riguardano infatti le soluzioni dichiarate e ammesse, non qualunque servizio offerto dall’azienda fornitrice.
Prepararsi all’apertura dello sportello MIMIT
Anche se le domande non sono ancora aperte, è meglio iniziare a strutturare il progetto per evitare scelte affrettate e riuscire a collegare l’investimento a esigenze operative reali.
Analizzare l’infrastruttura e i servizi già utilizzati
Il primo passaggio è fotografare la situazione attuale:
- dove sono ospitati applicazioni e dati;
- quali servizi cloud sono già attivi;
- come vengono eseguiti e verificati i backup;
- quali strumenti proteggono reti, endpoint e accessi;
- quali attività sono gestite internamente e quali sono affidate a fornitori esterni;
- quali problemi, colli di bottiglia o rischi sono già stati rilevati.
Un Security Assessment può aiutare a individuare vulnerabilità e priorità di intervento. Ai fini del voucher, però, l’eventuale attività di assessment deve essere distinta dalla spesa agevolabile, poiché la consulenza puramente teorica non è sufficiente se non è collegata all’implementazione delle soluzioni.
Definire un miglioramento misurabile
Il piano dovrebbe spiegare in modo concreto perché la nuova tecnologia è diversa o più evoluta rispetto a quella già disponibile. Gli obiettivi possono riguardare, per esempio:
- Migrare applicazioni da server locali a un’infrastruttura cloud scalabile;
- Introdurre backup separati e policy di conservazione più strutturate;
- Adottare un firewall di nuova generazione;
- Centralizzare gli eventi di sicurezza attraverso un SIEM;
- Introdurre strumenti di vulnerability management;
- Proteggere collegamenti remoti e reti con VPN e servizi di sicurezza;
- Migliorare monitoraggio, controllo e capacità di risposta agli incidenti.
Preparare un budget sostenibile anche dopo il voucher
Il contributo riduce il costo iniziale, ma prima di procedere è utile valutare costi ricorrenti, risorse interne necessarie, durata degli abbonamenti, crescita futura dei workload e livello di supporto richiesto.
Un progetto sostenibile deve continuare a produrre valore anche dopo i primi 24 mesi e non deve creare dipendenze tecniche o economiche difficili da gestire.
Investimenti cloud e cybersecurity da valutare
La scelta dipende dal livello di digitalizzazione, dai dati trattati e dalla criticità delle applicazioni aziendali. Non esiste una configurazione valida per tutti ma, in base alla nostra esperienza, ci sono alcuni servizi e prodotti che possono facilitare la transizione digitale di PMI e lavoratori autonomi o migliorare i flussi di lavoro:
- Migrazione verso infrastrutture cloud;
- Backup delle macchine virtuali e protezione dei dati;
- Disaster Recovery per i sistemi più critici;
- Monitoraggio e gestione delle vulnerabilità.
Perché il voucher è un’occasione per ripensare la continuità operativa
Il Voucher Cloud e Cybersecurity MIMIT può ridurre il costo di accesso a tecnologie che molte PMI considerano ancora complesse da introdurre. Il vantaggio più importante, tuttavia, è la possibilità di ripensare in modo organico infrastruttura, protezione dei dati e capacità di reazione agli incidenti.
Cloud, sicurezza e continuità operativa non sono ambiti separati. Per approfondire il tema è possibile leggere anche Il Business Continuity Plan spiegato semplice e la guida dedicata alla Direttiva NIS2.
Vivacloud ti aiuta ad ottenere e ottimizzare il Voucher
Vivacloud può affiancare imprese e professionisti nella valutazione tecnica dell’infrastruttura e nella definizione di un progetto cloud e cybersecurity coerente con le esigenze operative.
Attraverso un percorso di consulenza IT per la migrazione al cloud, è possibile analizzare l’ambiente esistente, definire i requisiti, progettare l’architettura e pianificare l’implementazione delle soluzioni individuate.
Il percorso può comprendere:
- Analisi della situazione attuale;
- Individuazione delle criticità e delle priorità;
- Definizione dei requisiti tecnici;
- Progettazione dell’architettura cloud;
- Valutazione di backup e continuità operativa;
- Scelta degli strumenti di sicurezza;
- Configurazione e migrazione dei servizi;
- Monitoraggio e supporto tecnico continuativo.
Il progetto deve essere tecnicamente sostenibile, anche indipendentemente dal contributo, e deve essere strutturato su misura per l’attività. Contattaci per ottenere il Voucher Cloud e Cybersecurity.